BENEDETTO PETRONE VIVE NELLE NOSTRE LOTTE

Il 28 novembre 1977 moriva Benedetto Petrone, ucciso dai fascisti.
Giovane operaio, studente comunista di Barivecchia, pagò con la vita il suo impegno sociale e la sua passione politica.
A commissionare quell’omicidio furono coloro i quali Benedetto combatteva ogni giorno:
i padroni della città, che con lo squadrismo e la repressione volevano conservare i propri privilegi e soffocare il Movimento, che nelle scuole,
nelle università, nelle fabbriche e nei quartieri riaccendeva il conflitto e si riprendeva diritti spazi e vita.

Benedetto Petrone era uno di loro, uno di noi.

Anche oggi come 35 anni fa, a bari, come in tutta Italia, i fascisti vengono lasciati liberi di agire impunemente,
sempre patrocinati dai partiti e dalle istituzioni che li finanziano e li tutelano.
Non è un caso quindi che nella nostra città ogni qualvolta vengano forniti spazi e agibilità a questi figuri,
si verifichino atti di squadrismo.
Come avvenuto l’anno scorso, sempre a Barivecchia, dove al termine di un’iniziativa di propaganda fascista (regolarmente patrocinata dalla circoscrizione Murat),
si è verificata una pesante aggressione ad una coppia che passeggiava per il borgo antico.
Come avvenuto sabato 3 novembre, sempre a Barivecchia, sempre al termine di uno degli ormai consueti raduni neofascisti (patrocinato come sempre dalla circoscrizione Murat),
quando un nutrito gruppo di fascisti si sentiva autorizzato a girare cinte e mazze alla mano:
il risultato di quella notte di violenza è stato riportato dalla cronaca locale in termini di una presunta rissa tra bande.
Poco importa il particolare (opportunamente omesso da giornali e inquirenti), che il gruppo degli aggressori fosse ben più numeroso ed armato, e
che mazze e cinte siano state ritrovate nelle macchine di loro proprietà.

A quella notte sono seguiti 9 arresti e un processo per direttissima.

La sentenza, 4 mesi per tutti.
Aggrediti ed aggressori messi sullo stesso piano prima dalla stampa e poi dallo stato italiano.
Anzi, dal 15 novembre, tutti liberi (con la condizionale) tranne uno.
Un compagno, un fratello, colpevole di essersi difeso da un’aggressione di chiara matrice nazista.
Per lui e per altri 2 compagni che non hanno scelto il rito abbreviato, si aspetta ancora il processo.

Vogliamo LORENZO LIBERO! LIBERO SUBITO!

Facciamo appello a tutte le forze antifasciste per una mobilitazione capace di dar voce a tutte quelle lotte alle quali ci sentiamo vicini:
dalla difesa degli spazi sociali al diritto alla casa
dall’antirazzismo alla solidarietà con i popoli in lotta come quello palestinese, che in questi giorni sta subendo un grave attacco da parte dello stato sionista
dalle lotte dei lavoratori a quelle degli studenti
dalla difesa dell’ambiente e del territorio (no tav su tutte), alla lotta al sessismo e all’omofobia.

CONTRO I FASCISTI E I LORO PADRONI
CONTRO IL RAZZISMO
CONTRO LA REPRESSIONE

MANIFESTAZIONE 28 NOVEMBRE 2012
PIAZZA UMBERTO ORE 18’30
CON BENEDETTO PETRONE NEL CUORE

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