Per Vittorio Arrigoni – tradotto dall’arabo –

La salma di Abdul Rahmah Bresat è passata via checkpoint di Biet Hanun (Heretz il sionista), mentre è stato vietato di far passare la slama del compagno Vittorio dallo stesso punto. E’ stato trasferito in Italia tramite i confini di Rafah dall’Egitto perchè Vittorio non ha mai riconosciuto l’esistenza di Israele e perchè in questo modo si annebbia la bella storia di Vittorio. L’identità di Bresat è un collaborazionista con tre paesi, Israele, Usa e Giordania. Bresat è stato in più di una città europea prima di arrivare a Gaza. Ha cercato in tutti i modi di entrare a Gaza ma gli è sempre stato negato il permesso. Fino a che un anno fa è riuscito ad entrare con un documento falso, con il nome di Bassem Mohammed Hassan. Diceva ai suoi genitori che studiava ingegneria in Europa. Io non sono una che attribuisce sempre tutti i nostri mali all’occupazione, però dopo un lungo tempo di riflessioni, studio, indagini, parlando anche con gli amici di Vittorio, mi sono accorta che l’assassinio di Vittorio è un complotto molto complicato. Anzitutto vorrei parlare del personaggio Vittorio. E’ l’orgoglio di tutta Gaza, lui è l’eterno figlio della Palestina, in particolar modo per i pescatori e per i contadini. Andava sempre con loro nelle terre e nel mare. Lui per l?ISm è un eroe, come lo è per tutta la sinistra europea, per sputtanare i crimini sionisti. Lui è arrivato grazie alla Freedom Flotilla che è un simbolo di combattimento contro la lobby sionista. Grazie a lui, tramite i suoi documentari ed i suoi scritti, ha sempre informato il mondo sui crimini compiuti a Gaza, non dimenticando la sua umanità e la sua dolcezza e soprattutto la sua convinzione per quello che faceva. Tutto questo era una spina per il governo fascista di Berlusconi e per i suoi amici sionisti, non dimenticandoci che Vittorio è sempre stato minacciato di morte da tutte le organizzazioni sioniste del mondo ed è stata messa una taglia sulla sua testa. I giornali italiani hanno pubblicato prima di Vittorio una telefonata tra Netanyahu e Berlusconi in cui Netanyahu chiede a Berlusconi di fermare la Freedom Flotilla (Berlusconi che si è sputtanato per le sue avventure sessuali e vuole un appoggio politico, a chi lo chiede? ai sionisti). Questo perchè l’arrivo della Freedom Flotilla in quel periodo (giugno) cade nell’anniversario dell’attacco sionista alla Marmara. La sinistra italiana, una delle roccaforti sulla questione palestinese, di cui Vittorio faceva parte, è arrivata tre anni fa nella Striscia di Gaza e ha dato sempre una mano per l’arrivo di altre navi (cosa che ha messo in forte imbarazzo il governo italiano fascista). Agli israeliani piace molto essere attaccati dai compagni stranieri, soprattutto da quelli italiani. All’inizio di quest’anno è arrivata una signora responsabile di un’organizzazione governativa italiana a visitare, in compagnia di Vittorio, i contadini di Gaza confinati nei loro territori. Dopo cinque minuti dalla partenza di questa signora, uno dei contadini è stato sparato al cuore e questo è stato un avvertimento per tutti coloro che solidarizzano con la Palestina. Israele ha inventato un piano molto più intelligente per fermare ka Freedom Flotilla, in particolare dopo l’ok di Berlusconi a Netantyahu di attaccarla, come hanno fatto con Rachel Corrie nel 2003. Quindi l’assassinio di Vittorio è stato un piano ben studiato, con cui si è creata una rete per incastrare molti uccelli nello stesso buco. Quindi per coprire l’attacco alla Marmara ha creato i Salafiti, ha ammazzato uno dei fiori della solidarietà con la Palestina, che è Vittorio, ha presentato Gaza come un covo di morti per chiunque abbia l’intenzione di solidarizzare con Gaza, che era ed è tuttora la città più affidabile per i solidali con la Palestina e addirittura per i diplomatici. Ma soprattutto ha dato un’immagine disumana della Palestina attraverso l’assassinio di Vittorio. Per ottenere questi risultati Israele ha utilizzato stranieri e palestinesi collaborazionisti. Altri esempi l’assassinio a Jenin di Juliano Kmes e poi di Vittorio, senza dimenticare la bomba esplosa a Gerusalemme. Chi mi conosce e conosce i miei articoli sa che sono l’ultima a difendere sia Al Fatah sia Hamas, anzi sono una delle loro vittime, però questa volta sono sicura che questi due governanti sono puliti riguardo all’assassinio di Vittorio. Quello che è successo a Vittorio non è il risultato di una decisione segreta da parte di Hamas, anche se tutte le notizie ricadono su Hamas. Tutti sanno che gli unici a pagare una propaganda contro un compagno straniero a Gaza è la stessa Hamas. Ogni governo a Gaza che abbia un minimo di sospetto contro un solidale straniero al massimo fa in modo che venga arrestato ed espulso, ed interrogato prima dell’espulsione, come è successo con il giornalista Palu Martin. E se si teme per la loro incolumità si cerca di allontanarlo dal territorio di Gaza, come è successo alla giornalista Amira Hass. Secondo me e secondo tanti la fretta di accusare ed eseguire e di analizzare l’accaduto, cosa che è stata fatta subito da tutti i giornali mondiali e dove tutti i dirigenti di Hamas hanno espresso il loro dolore ed affetto nei confronti di Vittorio, porta ad una sola conclusione, cioè che non può essere altro che Israele ad averlo assassinato. Tutto ciò non fa del governo di Gaza un governo pulito e questo per tanti motivi. Il primo: quello di attaccare sempre le forze laiche e di sinistra a Gaza; secondo: chiudere un occhio sull’aumento dei movimenti fanatici islamici, fino a quando ovviamente portano la bandiera dell’islam, mentre nel frattempo questo governo attaccava le forze laiche liberali e democratiche. Un altro aspetto che responsabilizza il governo di Hamas è nel fare silenzio sulle divisioni militari all’interno del movimento, dove molti dei suoi militari e poliziotti si sono schierati con alcuni gruppi estremisti, vendendosi al miglior offerente. Tutto ciò ha permesso ad un agente internazionale, pur essendo giovane d’età, come Bresat, di infiltrarsi in una delle associazioni di Hamas. Quindi ha sfruttato queste debolezze insieme agli altri due accusati dell’assassinio di Vittorio, che sono Mahmud Al Salfiti e Bilal Al-Umri, con la scusa di portare avanti la bandiera della Jiad e con la scusa di essere a fianco di un personaggio popolare come Hisham Walshek Al Saeedni, che è stato arrestato a Gaza. Questi soggetti hanno cercato ultimamente di infangare la figura di Vittorio, come collaborazionista, come guastatore delle tradizioni a Gaza. Tutto questo dimostra che il piano è stato studiato a tavolino per far capire a chiunque solidarizzi con la questione di Gaza che può essere ammazzato. Quindi chiunque avrebbe potuto essere ammazzato. Il piano di Bresat: innanzitutto sfruttare il piano di Mahmud Al salfiti che lavorava al porto come guardia civile di fronte a casa di Vittorio. Al Salfiti era molto amico di Vittorio ed è lui che lo ha trascinato per rapirlo, perchè ci sono testimoni che hanno visto che Vittorio andava amichevolmente con Al Salfiti, dopo che era tornato dal funerale di un combattente di Gaza e mentre andava in palestra con i ragazzi. Al Salfiti è stato visto che comunicava via Wireless i movimenti di Vittorio. Vittorio non aveva mai paura di rapportarsi con nessuno, neanche con i poliziotti. Era amichevole con tutti, lo consideravano tutti un figlio della Palestina. Al Salfiti ha comunicato alla sua cellula che Vittorio era in casa. Il video che è stato trasmesso nella notte del rapimento di Vittorio era dopo la sua morte perchè Vittorio durante le riprese era già morto, come ha detto uno dei medici italiani appena ha visto il video. Il movimento della sua mandibola può essere una reazione nervosa del morto, anche dopo trenta ore, soprattutto dopo un’impiccagione. Cosa che ha confermato anche un medico di Gaza, il quale ha detto che Vittorio è stato strangolato con una corda o con una corda di plastica. Nel video si vede che la sua testa barcolla, e tenerlo per i capelli lo dimostra. Ma anche coprire i suoi occhi lo dimostra. Ma anche coprire il suo collo per non far vedere i segni dello strangolamento. Esperti di immagini dicono che la scena dura secondi, ma è stata ripetuta in continuazione. Parliamo del video che si presume sia salafita: per quanto mi riguarda assolutamente no. E’ preparato e ve lo dimostro. Anche se nel video si parla dello scambio tra Vittorio e Al Saydni e anche se c’è la bandiera dei salafiti, è stato preparato nella casa in cui ci fu un incontro tra questi infiltrati e Al Saydni stesso. Infatti si sente la sua voce in sottofondo. Il suo discorso era per i suoi uomini e non per i tre infiltrati. A parte il fatto che questo non è lo stile di questo gruppo nel fare i video, per come lo conosciamo noi, perchè di solito si comincia con i versi coranici, prima di esibire l’ostaggio ed il loro stile è quello di lasciare liberi gli ostaggi di parlare e muoversi. Di solito l’ostaggio non viene mai preso per i capelli, proprio per dimostrare che è vivo. E comunque i loro video sono di alta qualità e durano molto. Questo è molto breve, è fatto male, non ci sono voci di sottofondo, ma solo una canzone. Tutto questo è stato organizzato e programmato da Bresat per poi attribuirlo al movimento salafita, che però più tardi non solo ha negato il suo coinvolgimento nell’assassinio di Vittorio, ma ha anche partecipato ai suoi funerali ed è andato a salutarlo quando è andato via da Gaza. C’è un video che lo dimostra. Secondo indagini delle forze di sicurezza di Gaza ci fu un’accesa discussione tra Al-Umri e Al-Salfiti da una parte, che non volevano ucciderlo, e Bresat dall’altra che sosteneva che dovevano ucciderlo perchè era un infedele e terrorista. Nessuno dei due pensava e sapeva che Bresat aveva già intenzione di ammazzarlo per ordini esterni. Bresat ha sfruttato le divisioni all’interno di Hamas per infangare la figura di Vittorio e ha sempre detto che era per la libertà di Al Saydni e che il governo di Gaza è infedele (ed è uscito dalla strada della ragione). Tutto questo per convincere Al-Salfiti e Al-Umri che la missione di rapire Vittorio era giusta. I due sono rimasti sorpresi perchè hanno partecipato al rapimento di Vittorio per la liberazione di Al Saydni, ma poi lo hanno visto ammazzare. Un’ora dopo il rapimento, Vittorio è stato ammazzato e Al-Salfiti ha cercato di uscire, così come era entrato, da Gaza tramite i tunnel, ma l’azione immediata del governo di Gaza ha rovinato tutti i suoi piani. Nel conflitto a fuoco sono morti Al-Umri e Bresat. Comunque, o è stato ammazzato da Hamas, o si è suicidato, non c’è differenza, perchè la sua morte ha risolto un problema ad Hamas, visto che era richiesta la sua cattura da molte parti del mondo. La sua salma è stata richiesta dal ministero degli esteri giordano e doveva passare, secondo le richieste del governo giordano, da Israele. Il padre di Bresat ha detto che suo figlio era ricercato dal governo giordano. Perchè il governo giordano si è preoccupato della richiesta della salma, pagando le spese? Dimostrazione che Bresat era vicino al governo giordano (filo sionista). Lo dimostra il fatto che la televisione giordana di regime esaltava la sua famiglia intervistandola ed esaltava lo stesso Bresat. Che Bresat si sia ammazzato è la fine di un collaborazionista che seppellisce i suoi segreti, altrimenti sarebbe stato ucciso a Gaza, essendo considerato un infiltrato. Quando fu attaccata la casa in cui si trovavano tutti e tre a Nosirat, al centro della Striscia di Gaza, con i tre c’erano solo due pistole e bombe contate sul palmo della mano, una delle quali usata da Bresat per uccidere Al-Umri dopo che Al-Salfiti si è consegnato. Quindi, l’accordo tra Netanyahu e Berlusconi per togliersi di dosso il discorso umano sulla tragedia e l’embargo su Gaza e per togliere ogni solidarietà con la Palestina è stato attuato con l’assassinio di Vittorio, perchè la sua morte è la morte di un bel pezzo del cuore della Palestina. Tutti gli amici di Vittorio sapevano che aveva prenotato per imbarcarsi ai confini con Rafah via terra per il 28 marzo 2011 e continuava a rimandare perchè aveva altro da fare con i suoi gesti umani. Stava per andarsene nella stessa settimana in cui è stato ucciso. E’ successo avvolto nella sua bara. Perchè una cellula locale avrebbe dovuto ammazzare un solidale con la Palestina che stava andando via? E perchè è successo proprio quando si sta preparando la partenza della Freedom Flotilla? Allora ci sarebbe stato un complotto internazionale per ammazzarlo…Bisogna ricordare che in Vittorio c’era sempre preoccupazione per l’accordo tra Netanyahu e Berlusconi, fino ad arrivare a chiedere ad un compagno palestinese che gli era vicino, nella galleria di Gaza, e dopo una sua lunga riflessione, “ma succederà tramite i salafiti?” Mi è venuto spontaneo chieder a questo amico di Vittorio perchè fosse preoccupato e se per caso fosse minacciato. Lui mi ha risposto: se fosse stato vero, Vittorio gli avrebbe parlato delle minacce dei salafiti. Sono sicura che Vittorio ha ricevuto minacce, ma da fonti internazionali; infatti sulla sua bacheca di facebook del 9 aprile 2011 ha dichiarato la seguente minaccia: i conti li farai con i servizi segreti. Tutto ciò che ho scritto è il risultato di un’analisi lunga che mi ha portato quasi all’infarto. Ho cercato di ordinare questo puzzle per perfezionare il quadro. Non so cosa verrà dichiarato dopo le indagini dei servizi segreti. Farò di tutto per trovare il laptop di Vittorio che non si trova più e che mi aiuterebbe a scoprire la verità. Metto nelle vostre mani questo mio pensiero dopo aver consultato gli amici di Vittorio, avvocati, dottori, ho consultato molti articoli internazionali. Ho incontrato tanti personaggi che fanno parte di gruppi musulmani.

La giornalista Asmaà. Gaza, 24.04.2011.

tradotto dall’arabo all’italiano da Ashraf Haj Yahya e Luca Pellegrino

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24 Responses to Per Vittorio Arrigoni – tradotto dall’arabo –

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