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AL COMITATO REFERENDARIO ACQUA BENE COMUNE RIGUARDO LA MANCANZA DI ACQUA AL SOCRATE.

Gentile referente regionale e referenti provinciali del Comitato Referndario
Acqua bene comune, gentile segreteria referendum Acqua bene comune – Puglia,
gentili sostenitori e comitati referendari,

in data 03 maggio abbiamo spedito alle Istituzioni competenti (Sindaco di
Bari, Presidente provincia di Bari, Presidente regione Puglia, Direttore Aqp,
Prefetto di Bari e ACNUR-Italia) la Lettera di richiesta di allaccio acqua
all’ex-socrate di Bari occupato da quasi 5 mesi da rifugiati politici.

Al momento non abbiamo ricevuto risposta se non dal Comune di Bari che si è
reso indisponibile all’allaccio dell’acqua in quanto i migranti occupano uno
stabile inagibile ed abitato in maniera irregolare. Di fronte all’alternativa
reale di dormire per strada, l’occupazione dell’ex-socrate, su decisione dei
loro abitanti, continuerà ad essere occupato finché non gli sarà garantito il
diritto ad un’abitazione dignitosa, come previsto da tutti i trattati
internazionali, a partire dal Trattato di Ginevra sui diritti umani del 1951.

Ormai da alcune settimane sosteniamo spese elevate per riempire di acqua la
cisterna dell’ex-socrate. Questo non lo riteniamo né giusto né civile per un
paese come l’Italia.

Per garantire il diritto e l’accesso all’acqua a qualsiasi persona, chiediamo,
se vi è possibile, di scrivere alle suddette istituzioni, affinché possano
ottemperare ai loro doveri o almeno adoperarsi perché a chiunque sia messa a
disposizione l’acqua nel luogo in cui, seppur momentaneamente, alloggia.

Di fronte alla grande sfida sociale e civile che si sta portando avanti con il
Referendum contro la privatizzazione dell’acqua, come “Comitato di supporto
dell’ex-Socrate occupato” riteniamo che il raggiungimento di “piccoli”, ma
sostanziali, obiettivi non farebbero altro che trasmetterci maggiori stimoli
nel continuare a praticare forme di “democrazia sociale” e non di “democrazia
capitalista”, in cui le vite delle persone sono secondarie ai profitti e al
mercato.

Comitato di supporto dell’ex-socrate occuapato

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Al Sindaco di Bari Al Presidente…

Al Sindaco di Bari  Al Presidente della Provincia di Bari  Al Presidente della Regione Puglia  Al Prefetto di Bari  Al Direttore dell’Acquedotto Pugliese  All’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati – Ufficio per l’Italia

Oggetto: richiesta allaccio acqua per l’ex liceo Socrate

Dallo scorso dicembre diverse decine di rifugiati politici di diverse nazionalità, originari dell’Africa Orientale, vivono nell’ex liceo Socrate di Via Fanelli a Bari.

L’accesso all’acqua viene garantito loro tramite l’uso di una cisterna che viene riempita, a spese degli abitanti e con il contributo volontario di privati cittadini, con costi rilevanti.

Crediamo sia diritto di ogni persona poter accedere all’acqua. Riteniamo paradossale che, mentre la società civile e numerosissimi esponenti delle istituzioni siano impegnati in una campagna referendaria per affermare il valore dell’acqua come bene pubblico, contemporaneamente rifugiati politici che hanno attraversato il deserto a rischio della propria vita per raggiungere il nostro paese abbiano negato il diritto all’acqua.

Sollecitiamo un Vostro intervento venga attivato l’allaccio dell’acqua all’ex liceo Socrate. A tal fine rimaniamo a disposizione eventualmente per contribuire ai costi dell’attivazione e del consumo dell’utenza.

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La dignità ed i diritti non si vendono! La casa è un diritto – No alla vendita dell’ex-Socrate

La dignità ed i diritti non si vendono!
La casa è un diritto – No alla vendita dell’ex-Socrate
La Giunta Comunale di Bari, nella seduta del 29 marzo scorso, ha approvato la delibera n° 214, avente per oggetto il “Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari”.
Nell’elenco degli immobili che il Comune di Bari intende vendere si trova anche l’ex liceo Socrate. Abbandonato da diversi anni, l’ex-Socrate è stato occupato il 15 dicembre scorso da rifugiati politici eritrei, etiopi e sudanesi.

Ai rifugiati politici, secondo le normative nazionali ed internazionali, spetterebbero un alloggio, assistenza, formazione professionale. Ma il Comune di Bari dimostra nei confronti dei rifugiati le stesse indifferenza e inadempienze di cui ha già dato prova a decine di famiglie della città, ad oggi sotto sfratto o che non riescono a pagare l’affitto. Il Comune di Bari vuole chiudere gli occhi di fronte a questa situazione di reale emergenza abitativa.

Gli abitanti dell’ex-Socrate hanno ricevuto in questi la solidarietà ed il sostegno da parte di centinaia di baresi che hanno fornito loro vestiario, materassi, beni di prima necessità.
La volontà di vendere l’ex-Socrate da parte del Sindaco Emiliano e della Giunta Comunale, preludio per lo sgombero della struttura, appare come un atto di accanimento contro i suoi occupanti e le tante persone che hanno sostenuto questa esperienza di inclusione sociale autogestita.

Al Sindaco di Bari ed alla Giunta chiediamo:

di bloccare la messa in vendita dell’ex-Socrate,

che in ogni caso sia garantita una soluzione dignitosa per i rifugiati che abitano nella struttura,

che vengano attuate urgentemente politiche che affrontino l’emergenza abitativa nella città.

Comitato di supporto dell’ex-Socrate

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1° MAGGIO DI LOTTA

1° MAGGIO DI LOTTA, ANTIRAZZISTA, di SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALISTA a BARI in PIAZZA UMBERTO

La crisi economica internazionale sta dando il pretesto ai padroni e ai governi di attaccare ulteriormente i diritti dei lavoratori e le condizioni di vita degli strati sociali più deboli. Oltre all’aumento della disoccupazione e della precarizzazione per milioni di persone ci sono pesanti attacchi ai diritti, fra gli altri il tentativo in Italia di abrogare nei fatti l’art. 18 dello statuto dei lavoratori con provvedimenti legislativi, avallato dai sindacati CISL-UIL-UGL e sindacati autonomi e contrastato con scarso impegno dalla CGIL.

Nelle fabbriche della zona industriale di Bari, come nella Fiat e come dappertutto, i padroni stanno approfittando della crisi per aumentare lo sfruttamento dei lavoratori: si tagliano posti di lavoro anche senza ridurre la produzione, si aumentano i ritmi e i carichi per quelli che rimangono nelle fabbriche.

A questo attacco le risposte dei lavoratori licenziati o posti in cassa integrazione sono state frammentate e localizzate solo ad alcune realtà lavorative, e hanno ottenuto una momentanea spettacolarizzazione che in breve tempo, e volutamente, è stata oscurata dai mezzi di comunicazione.

Inoltre, nel nostro paese è in atto da tempo un clima di razzismo e intolleranza alimentato dal governo Berlusconi col pacchetto sicurezza e dagli atteggiamenti ambigui dell’opposizione parlamentare, dovuti alle leggi razziste approvate quando era al governo come la legge Turco-Napolitano, che purtroppo inizia a passare in una parte della popolazione che ha dimenticato la storia di emigrazione e di discriminazione dei lavoratori italiani all’estero.

La manifestazione nazionale del 17/10/2009 a Roma e quella del 1° Marzo 2010 in diverse città italiane, compresa Bari, con contenuti di classe e internazionalista, contrapposti alla logica integrazionista e interclassista del comitato promotore 1° Marzo, hanno coinvolto decine di migliaia di persone e sono state risposte significative contro il razzismo e la crisi capitalistica.

A Bari le occupazioni del Ferrohotel e dell’ex-Socrate per il diritto alla casa e all’accoglienza da parte di decine di profughi somali ed eritrei, supportata da attivisti antirazzisti italiani, rappresentano un’importante esperienza di lotta per i diritti e di solidarietà internazionalista che va consolidata e difesa, anche dalla preannunciata vendita dell’ex-Socrate da parte del sindaco Emiliano.

Un altro fronte di restaurazione sociale del governo di destra e del padronato è l’affossamento dell’istruzione pubblica, dalla scuola all’università, con pesanti tagli ai finaziamenti e licenziamenti in massa dei precari. L’obiettivo è quello di spingere verso la privatizzazione dell’istruzione, legandola solo alle necessità produttive capitaliste, creando scuole d’élite per i figli dei ricchi e scuole di serie inferiore per i figli dei lavoratori.

E’ necessario che i lavoratori e gli immigrati, i disoccupati e i precari, i pensionati e gli studenti facciano fronte unico per dare una risposta comune e di classe, autoorganizzata dal basso, agli attacchi padronali e governativi.

Facciamo appello a tutti i lavoratori, alle comunità degli immigrati, alle associazioni antirazziste, ai sindacati di base e alle organizzazioni politiche di classe per costruire assieme un 1° Maggio di lotta e solidarietà, per dare visibilità e contenuti concreti all’opposizione sociale.

RIVENDICHIAMO:

  • Il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario
  • La requisizione di aziende in procinto di chiusura, per riconvertirle con finanziamenti pubblici a produzioni ecosostenibili, autogestite dai lavoratori
  • Gli sgravi fiscali e il blocco dei mutui per i lavoratori, i pensionati, i precari a basso reddito
  • L’abolizione delle tasse e dei tributi comunali per i soggetti sociali più deboli
  • L’estensione dei contributi per gli affitti e il rilancio dell’edilizia popolare
  • La casa e l’accoglienza per tutti
  • La regolarizzazione collettiva agli immigrati
  • Il ritiro del pacchetto sicurezza e delle leggi razziste e la chiusura immediata dei CIE
  • Il riconoscimento del diritto alla casa e della residenza temporanea presso le strutture occupate per gli immigrati dell’ex-Socrate e del Ferrohotel
  • La difesa dell’istruzione pubblica
  • SOLIDARIETA’ TRA LAVORATORI IMMIGRATI E ITALIANI, CONTRO OGNI FORMA DI RAZZISMO E DISCRIMINAZIONE
  • SOLIDARIETA’ CON LE LOTTE DEI LAVORATORI, DEI PENSIONATI, DEI DISOCCUPATI E DEI PRECARI, CONTRO GLI ATTACCHI PADRONALI E GOVERNATIVI
  • PER LA PARI DIGNITA’ DI TUTTI, CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, SUGLI OMOSESSUALI E SUI “DIVERSI”.

CIB-UNICOBAS, FLMU-CUB, COMITATO SOLIDALE ANTIRAZZISTA, COMUNITA’ MAURIZIANA BARI, COMUNITA’ SOMALA BARI, GRUPPO ANARCHICO CARLO CAFIERO, SINISTRA CRITICA, SOCIALISMO RIVOLUZIONARIO.

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1° marzo 2010

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Ex Socrate: una lotta autorganizzata per i diritti Per un’antirazzismo coerente e senza fini di lucro

Ex Socrate: una lotta autorganizzata per i diritti
Per un’antirazzismo coerente e senza fini di lucro

(English version below)

L’occupazione dell’ex Socrate di via fanelli ha rappresentato un momento  importante del movimento contro  il razzismo e per i diritti per  tutti nella città di Bari.
Abitare nell’ex Socrate non rappresenta certo la soluzione abitativa che dovrebbe essere garantita a tutti, ma chi ha occupato ha, con la sua lotta, conquistato il diritto a non dormire per strada, e la dignità di non dormire in un accampamento militare, in 12 persone in una tenda, sotto sorveglianza, come il Comune di Bari aveva proposto.

La vertenza dell’ex Socrate ha paradossalmente permesso agli enti locali di affrontare decentemente la crisi del mese scorso, quando gli immigrati fuggiti da Rosarno sono arrivati in città. Nella tendopoli della Croce Rossa fatta allestire dal Comune, in cui dovevano essere sistemati gli occupanti del Socrate, hanno trovato rifugio dal freddo altre 100 persone. Sarebbe doveroso, da parte dell’Amministrazione comunale, dopo aver osteggiato l’occupazione del Ferrhotel e poi del Socrate, riconoscere che l’autorganizzazione ha riempito il vuoto delle proprie inadempienze sul problema della seconda accoglienza dei rifugiati.

Come collettivo di supporto all’occupazione dell’ex-Socrate rivendichiamo di avere sempre genuinamente seguito questo percorso di autorganizzazione, che ha portato in primis alla costituzione della rete antirazzista di Bari, alla partecipazione alla manifestazione del 17 ottobre scorso a Roma, all’occupazione del Ferrhotel, alla manifestazione del 12 dicembre a Bari,  e all’occupazione dell’ex Socrate.

Avevamo promosso e inteso la rete antirazzista come un coordinamento di militanti e organizzazioni che supportasse l’autorganizzazione degli immigrati e promuovesse campagne dal basso contro il razzismo.

Oggi non ci riconosciamo più nella rete antirazzista e nelle pratiche moderate e filo-istituzionali che ha intrapreso.

Per noi il movimento antirazzista non è una vetrina.
Noi non cerchiamo di assumere la rappresentanza degli immigrati, come fanno taluni “antirazzisti”, per pesare poi ai tavoli istituzionali dove si cerca di ottenere finanziamenti per le proprie associazioni.
Noi lottiamo contro le politiche razziste dei governi nazionali e locali sempre e comunque. Non facciamo riferimento a partiti di governo né simpatizziamo per amministratori locali che si sono resi corresponsabili negli ultimi anni dell’approvazione della legge Turco-Napolitano, dell’istituzione e del rifinanziamento dei CPT – CIE, del varo del primo “Pacchetto sicurezza”.

Abbiamo intrapreso questa battaglia consapevoli di essere isolati sul piano politico, di dover lottare contro un razzismo dilagante, le istituzioni che lo alimentano e persino contro certa “sinistra” e certi “antirazzisti”.
Non sappiamo se ai rifugiati politici di Bari sarà riconosciuto il diritto alla casa, non sappiamo quanto tempo dureranno le occupazioni  che supportiamo. Sappiamo che difenderemo l’autonomia e l’indipendenza del movimento antirazzista dai tentativi di strumentalizzazione, e che porteremo avanti la nostra battaglia fino in fondo.

Comitato di supporto dell’occupazione dell’ex Socrate

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Ex-Socrates:  a self-organized fight for human rights. For a coherent and no-profit anti-racism

The occupation of the ex-Socrates school, located in via Fanelli, has represented an important moment for the movement against racism and in general for the protection of human rights in Bari. Living in the ex-Socrates is not at all the ultimate housing solution that should be granted to anyone, but all the people that occupied this place with their struggle have at least obtained the right not to sleep in the streets as well as the dignity not to sleep in a military camp (with twelve people for each tent, and also under strict surveillance, as actually the same local government of Bari proposed).
Ironically the dispute started by the ex-Socrates allowed local authorities to cope decently with the last month crisis (when immigrants fled from Rosarno and arrived in Bari). In the tent city of the Red Cross organized by the municipality (in which the current occupants of the Socrates should have been put in) took cover from the cold over 100 people.
The City Council, after having opposed the occupation of the Ferrhotel and then of the Socrates as well, should at least recognize the role of the self-organization in filling the gaps left by its own misconduct in the matter of the “second receptivity” of refugees.

As the collective in support of the occupation of the ex-Socrates, we reclaim to have always followed a genuine and real path of self-organization that brought us to the organization of an Anti-racist Network in Bari, the participation in the national anti-racist demonstration of October 17th 2009 in Rome, the occupation of the Ferrohotel building, the organization and involvement in the December 12th 2009 demonstration, and finally the occupation of the ex-Socrates.

We supported and thought the “Rete antirazzista” (Anti-racist Network of Bari) as a moment of coordination among militants and different organizations that should have sustained the self-organization of immigrants and promoted bottom-up campaigns against racism.
Today, we don’t recognize ourselves anymore in the “Rete Antirazzista” and in the moderate and pro-institutional practices that is carrying out.
We do not consider the anti-racist movement as a political showcase.We do not pretend to take the representation of immigrants, as some anti-racists do in order to have a leverage to get more funds for their organizations during the institutional negotiations where these funds are shared among the different organizations.
We always fight against every racist policy of the national and local governments, no matter what.

We do not make reference to governmental parties or have sympathises for local representatives that over the last years have been responsible for the endorsement of the “Turco-Napolitano law”, the institution and refinancing of CPTs (Centre of temporary permanence) and CIEs (Identification and deportation centre), and the passing of the first set of laws on security.

We took up this fight well aware that we were isolated at the political level,  that we had to fight against a spreading racism, the same institutions that fuels it, and even against a certain “Left” and certain anti-racists.
We don’t know if political refugees in Bari will have at last recognized their right to a home, or how much time the occupations we support will last. Nonetheless, we do know that we will protect the autonomy and independency of the anti-racist movement form any attempt to exploit it, and that we will carry on our fight till the end.

ex-Socrates Occupied Supporting Committee.

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